LA ROSA+CROCE
Comparsa della Rosa-Croce:
È durante l'estate del 1625 che i misteriosi mifesti appaiono, “per
gli incroci” di Parigi.
I primi sono redatti così:
“Noi, Incaricati dal collegio principale della Rosa-Croce, soggiorniamo
in modo visibile ed invisibile in questa città, per grazia dell’Altissimo,
verso che si volge il cuore del giusto. Mostriamo ed insegniamo, senza libri,
né segni, a parlare ogni tipo di lingua del paese in cui vogliamo essere,
per trarre via gli uomini, i nostri simili, dall’errore della morte”
Sono seguiti, alcuni tempi dopo, da questa vera chiamata:
“Noi, Incaricati del collegio principale della Rosa-Croce, avvertiamo
tutti quelli che desiderano entrare nella nostra società e Congregazione
che li istruiremo sulla perfetta conoscenza del dell’Altissimo per il
quale facciamo oggi assemblea e li renderemo come noi da visibili invisibili
e da invisibili visibili e saranno trasportati in tutti i paesi stranieri dove
il loro desiderio li porterà. Ma per giungere alla conoscenza di queste
meraviglie, li avvertiamo che conosciamo il loro pensiero, e che se la volontà
che li anima è quella di vederci solamente per curiosità, non
comunicheranno mai con noi, ma se la volontà che li anima è quella
di iscriversi realmente nei registri della nostra confraternita, noi che ne
giudichiamo i pensieri, noi faremo vedere loro la realtà delle nostre
promesse tali che non poniamo affatto il luogo della nostra dimora poiché
i pensieri uniti alla loro vera volontà, saranno capaci di farci riconoscere
da loro e loro da noi.”
Queste dichiarazioni che sono ripetute poi da bocca ad orecchio fanno sensazione
in questa epoca agitata e sensibilizzate dalle liti religiose, sociali e politiche.
Difatti, in Francia, la pace imposta nel 1622, ai cattolici ed ai protestanti,
appare molto precaria. Non manchiamo di sottolineare che i termini di "Altissimo
" o di " cuore dei giusti " appartengono al vocabolario "
evangelico", cosa che inquieta le autorità e suscita una polemica
acerba. D’altra parte, se il segreto delle origini di questi messaggi
sembra ben custodito per la maggior parte dei contemporanei, le numerose esegesi
propagatesi velocemente precisano l'atteggiamento ed il comportamento di questi
" Incaricati dal collegio principale della Rosa-Croce." Ciò
che si apprende è che il fine è quello di conquistare ed un cronista
strettamente legato agli intrighi della sua epoca, Gabriele Naudé, ce
ne ha lasciato testimonianza. Dei brani di questo sono ripresi nel fascicolo
dei testi sulla Rosa-croce che si accompagnano al quaderno.
Tuttavia, è con un certo ritardo che la Francia riceve così la
dimostrazione dell'esistenza di una fraternità Rosa-Croce. Difatti, nel
1614 e 1615, sono stati pubblicati a Cassel, una dopo l’altra, due opere
“rivelatrici”:
•La Fama Fraternitatis Rosae Crucis
• La Confessio Fraternitatis
• Ils seront complétés en 1616, par les Noces Chymiques
de Christian Rosencreutz.
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L'anno della pubblicazione del primo testo della Rosa-Croce,
la Fama Fraternitatis, Paracelso è morto da 73 anni e Jacob Boehme da
39 anni. Durante tutto il Medioevo, una corrente di idee ha circolato sotto
le forme diverse e con possibilità di espressione più o meno tollerate.
I grandi sconvolgimenti del diciassettesimo secolo danno l'opportunità
di conoscerne certe conseguenze e di rivelare ad un maggior numero l'esistenza
di una fraternità di spiriti dalle concezioni avanzate, pronti a prendere
il posto di un mondo che finisce.
La crisi è innanzitutto religiosa. La chiesa, presa nella trappola del
potere e degli appetiti temporali, non propone più che dei riti sclerotizzati.
Dal 31 ottobre 1517, le tesi contro le Indulgenze, affisse da Martin Lutero,
alle porte del castello di Wittenberg hanno dato il segnale della sua rimessa
in gioco. La Fede che è stata la ragione di vivere e di creare non è
più unica e, poco a poco, col libero esame, è tutto il sistema
del mondo che diventa antiquato. Si apre un periodo in cui tutte le rivolte
e tutti i capovolgimenti sono possibili. Lo smarrimento degli spiriti e la confusione
dei popoli è simboleggiato tragicamente dalle devastazioni della guerra
dei Trenta Anni (1618-1648) e dalle sue carneficine assurde. In tutti i campi,
un altro mondo è da concepire, il quale, forse, era in gestazione, da
molto nelle opere di alcuni..
Gli eruditi discutono ancora sull'autore o sugli autori presunti dei testi "
rivelatori " della Fraternità Rosa-Croce. Questa querelle non è
di nostro interesse, ma non può passare sotto silenzio la figura dello
svevo Valentin Andrae (1586-1654), importante personaggio del luteranesimo ortodosso.
Egli ha riconosciuto la paternità delle “Nozze Chimiche”
e la sua opera educativa è peraltro considerevole. È così
che egli immaginò tra il 1616 ed il 1617, il piano di un'associazione
di scienziati cristiani, poi quello di una città utopica, Cristianopoli,
in 1620. Ma, doveva, in seguito rinnegare la realtà di una fraternità
Rosa-Croce, ciò che può essere spiegato come coseguenza delle
delusioni politiche e religiose e per la preoccupazione di non compromettersi
nei confronti della sua comunità religiosa, ma anche per l'imperativo
esistente fra i membri del R+C di occultarsi una volta che la loro missione
pubblica fosse compiuta.
La Fama Fraternitatis Rosae Crucis o le eco della Fraternità si rivolgono:
Ai reggenti, agli ordini, ed agli uomini di scienza dell'Europa.
Il suo tono è, per noi, singolarmente moderno, cioè, in grande
parte, un'esposizione critica dello stato del mondo. Di contro, una constatazione
del progresso costante dello spirito umano: nuove scoperte scientifiche, esplorazione
di terre ignote, presa di coscienza da parte di un più grande numero
di uomini della propria qualifica essenziale, moltiplicazione delle loro ricerche.
“L'uomo comprende infine la grandezza e la magnificenza che gli sono proprie
e la sua condizione di microcosmo....” ora, “allo stesso modo che
ogni seme contiene l'albero o il frutto tutto intero e ben formato, il microcosmo
contiene il grande numero tutto intero”.
Purtroppo, tutto ciò è compromesso dalla vanità e dalle
liti di certi che preferiscono legarsi a questi dogmi invalsi mentre “Aristotele
o Gallien stessi prenderebbero probabilmente piacere se vivessero ancora, a
rivedere le loro conoscenze”, e che “rifiutano di riunirsi per valutare
la massa delle rivelazioni di cui Dio favorisce il nostro secolo attraverso
il libro della Natura che è la regola di tutte le arti”. Riconosciamo
là un passo che è di Paracelso e vedremo che infatti i testi della
Rosa-Croce lo ritengono un Maestro incontestato.
Il grande progetto da realizzare è quello di una riforma universale ed
il personaggio che l'incarna è il fondatore della fraternità.
Ci è presentato come un nobile tedesco, messo molto giovane in collegio
e imbarcato per un pellegrinaggio a Gerusalemme. Ma, trascura questa prospettiva
per recarsi in Arabia, a Damasco, dove dimorano dei Saggi. “Essi non l’accolsero
come un straniero ma come se la sua venuta era aspettata da molto. Fu chiamato
col suo nome e, con suo stupore, conoscevano numerosi segreti del suo collegio”.
Dopo tre anni, riparte portando il liber M. (Liber Mundi) che ha tradotto dall'arabo
in latino perché questi saggi “rivelano le loro conoscenze con
buona grazia e buona volontà”. Passando per l'Egitto soggiorna
a Fez, per due anni. Là, si mette in contatto co gli “elementari”
che gli comunicano altri segreti. “Ogni anno”, del resto “gli
arabi e gli africani si radunano per esaminare le differenti arti, per conoscere
le migliori scoperte realizzate e se l'esperienza ha confermato le ipotesi.
Il frutto di queste discussioni annue è il progresso della matematica,
della fisica e della magia che sono le specialità degli abitanti di Fez”.
Christian Rozencreuz ritorna allora in Europa e di passaggio in Spagna rende
partecipi delle sue conoscenze e cerca di convincere gli uomini di scienza della
necessità di una riforma completa delle loro concezioni. “E poiché
si trattava di novità, temettero che la loro grande reputazione ne fosse
compromessa e di essere obbligati a ricominciare i loro studi e confessare gli
errori di lunga data”.
Questa accoglienza lo sorprende, mentre egli si rimette in viaggio attraverso
l'Europa e germoglia in lui l'idea della fondazione di una società, con
un'allusione a Paracelso, “lettore assiduo del liber M.” ma che
la gelosia degli uomini di scienza ostacolò nei suoi lavori...
È in Germania, la sua patria, in cui il clima politico e religioso gli
sembra più propizio, che C. si ferma in una grande casa. Mette a punto
l'insieme delle sue conoscenze tutte centrate sull'uomo e costruisce “numerosi
e begli strumenti”. Infine, riunisce tre fratelli ai quali “fece
promettere un impegno supremo, nei suoi riguardi, di fedeltà, di lavoro
e di silenzio, domandando loro di scrivere accuratamente le istruzioni che avrebbe
dato loro affinché le rivelazioni particolari non se ne abusasse per
nulla”. Delle parole furono trasmesse in lingua e scrittura “magiche”
dal vocabolario esteso e l'attività dei membri si divise tra le composizioni
del libro M. e le cure a numerosi malati. Poi, i membri della fraternità
diventarono otto, i quali si dispersero in tutti i paesi per studiare ed informarsi
reciprocamente.
Si sottoposero soltanto agli obblighi seguenti:
1. Nessuna altra professione che la guarigione dei malati, a titolo gratuito.
2. Non l’abito abito proprio della confraternita, ma al contrario, l’adozione
degli usi locali.
3. Obbligo di presentarsi il giorno C. (?) alla casa dello Spirito Santo (nome
della casa da dove erano partiti), o di riferire i motivi della propria assenza.
4. Ricerca dell'uomo di valore suscettibile di succeder loro.
5. Il loro sigillo e il loro segno di riconoscimento sarebbero stati le lettere
R+C.
6. La confraternita resterà ignorata per un secolo.
La morte del fratello C. resta effettivamente ignorata da tutti, ma c’è
poi il racconto meraviglioso della scoperta del suo sepolcro da parte dei suoi
successori, cento venti anni dopo (1604). Questo sepolcro contiene delle cose
sorprendenti. È considerato come un “compendio” dell'universo
e la parte centrale rivela quattro iscrizioni che si troverà nel brano
che riporteremo. Ci sono anche dei curioso oggetti: degli specchi magici, delle
lampade sempre accese... così come dei libri tra cui il “vocabolario”
di Paracelso.
Poi la “Fama Fraternitatis” si conclude con un appello a tutti gli
uomini europei di scienza.
La CONFESSIO FRATERNITATIS venne annunciato nel libro precedente come un insegnamento
più esplicito, corredato di 37 cause “attraverso le quali riveliamo
la nostra confraternita adesso, facendo l'offerta libera, immediata e gratuita
di misteri profondi....”.
Non ritroviamo più queste 37 cause nella Confessio che comporta un certo
numero di paragrafi, riuniti da alcuni traduttori in 14 capitoli posti insuccessione.
I temi del “Fama” sono ripresi e l'accento messo soprattutto sul
completamento di un ciclo della storia del mondo. È un grande testo della
tradizione esoterica che riassume una summa importante di conoscenze la cui
decifrazione è possibile solamente a partire da una soglia di risveglio
e di intuizione personali.
Non faremo commenti sulla personalità reale o mistica di C. Questa ultima
è pressappoco ammessa attualmente ma rimangono tuttavia delle tesi opposte
citate dagli eruditi.
D’altra parte, il carattere “anti-papista” di questi scritti
è spesso evidente come quello di un certo “nazionalismo”
germanico ideale. Ma su quest’ultimo spunto, non dimenticheremo il contesto
storico di quel tempo che fa della Germania il centro di un ribollio culturale.
L'imperatore alchimista, Rodolfo di Hasbourg (1576-1611) aveva fatto del suo
castello di Praga il luogo di incontro degli adepti ed i principi tedeschi facevano
dei loro stati i focoli delle due grandi correnti della Riforma.
Al di là di queste opzioni di circostanza, noi ci preoccuperemo innanzitutto
di discernere l'apparizione ad un momento cruciale di un ciclo storico, di un
pensiero cosciente che pur subisce lunghi periodi di occultazione. È
quella della sintesi essenziale della Fede e della Conoscenza e della corrispondenza
tra l'Uomo e gli Universi, tra il microcosmo ed i macrocosmi. Ogni civiltà
che raggiunge il suo parossismo dipende da questa sintesi, genera la sua propria
morte e chiama una rimessa in discussione dei valori e delle conoscenze acquisite.
È anche a questo punto che si manifestano, per il tempo necessario, gli
uomini del futuro Divenire. Tale fu, probabilmente, il senso della Fraternità
Rosa-Croce, vera comunità di spiriti, legati dalle intuizioni o delle
rivelazioni sottili.
Di questa generazione che si rivelò in questa epoca, citeremo alcuni
nomi sulla scia di questa tradizione :
Robert Fludd (1574-1637), Comenus (1592-1670), Francis Bacone (1561-1626), ecc.
Nascita della Rosa-Croce “moderna” (XIX e inizio del XX secolo)
Alcuni gruppi vedono la luce ed esercitano un'influenza duratura nelle realtà rosicruciane. I primi due a manifestarsi al grande pubblico furono la Golden Dawn e l’Ordine Kabbalistico della Rosa-Croce. In seguito, negli anni 1913-1918, parecchi ordini rosicrucianinasceranno, due negli Stati Uniti, l'AMORC, Anticus Mysticusque Ordo Rosae Crucis, poi l'Association Rosicrucienne Max Heindel e due in Europa, l'Anthroposophie di Rudolf Steiner ed il Lectorium Rosicrucianum.
L'Ordine Kabbalistico della Rosa-Croce fu il solo dei due movimenti “moderni”
a conservare segrete le sue iniziazioni ed i suoi riti.
Come potete scoprirlo nella sua storia e nella sua presentazione, la sua tradizione
stabilisce una sintesi equilibrata tra l'ermetismo mediterraneo, la Rosa+Croce
e la Cabala.
Presente oggi come un tempo, la sua eredità ha conservato quel vigore
e ricchezza che gli hanno sempre permesso di adattarsi alla propria epoca, facendo
risplendere la fiamma della sua iniziazione.


